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Colonnello Gabriele Ussani

Il 1860-61 segnò la catastrofe per il Regno del Sud. Molti Ufficiali borbonici, venendo meno al giuramento di fedeltà verso il parse e la corona, abbandonarono l’esercito borbonico, corrotti dalle promesse di denaro offerte dal re Vittorio Emanuele di Savoia e dal suo primo ministro Cavour. L’operazione per il passaggio dall’esercito napoletano a quello sabaudo fu lunga e accurata. Ciò che muoveva l’animo dei “fratelli del Nord” non era certamente l’unificazione del paese, ma semplicemente il desiderio di appropriarsi dei beni di quello che, all’epoca, era il paese più ricco sotto ogni aspetto...

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L’esponente camminò sull’orlo della tomba

Come sappiamo operava in ogni provincia del Meridione una Commissione Provinciale per i casi del brigantaggio, sappiamo anche che sulla testa del capobanda Giovanni Colaiuda di Barano di Tornimparte, era stata stabilita una taglia di 2500 £, il problema quindi fu quello di stabilire a chi dovesse essere data quella fortissima somma dopo la sua uccisione. Il Prefetto in vista della riunione della Commissione provinciale per i casi del brigantaggio (che si tenne il 9 giugno 1867)   fece riferimento per la definizione della ripartizione dei premi legati alla taglia stabilita sulla testa...

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Il Brigante Chiavone (prima parte)

Tra i briganti che difesero la propria terra e la dinastia borbonica, uno degli elementi più attivi e forse più fedeli fu Chiavone, alias Luigi Alonzi. Nonostante quello che frequentemente si pensi, i briganti non erano sempre delinquenti comuni ed anch’essi avevano un codice d’onore, specialmente quelli legati al legittimismo. Il giornalista Paget della “Illustration Journal Universel” incuriosito dal personaggio, volle incontrarlo insieme ad un fotografo. Durante il colloquio gli chiese quale fosse lo scopo della sua vita e come vedesse il futuro e dove lo conducesse il suo modo di vivere....

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Il Brigante Chiavone (seconda parte)

Il carattere del brigante però non convinceva del tutto il comitato, il quale gli inviò per un aiuto organizzativo il maggiore De Christen, anche se l’Alonzi aveva già un suo stato maggiore. Al suo arrivo De Christen trovò 200 uomini bene armati e già sul confine ne aveva trovati 400. L’obiettivo era sempre Sora, centro più che favorevole ai Borbone. L’Alonzi godeva dell’appoggio del vescovo Montieri, il quale aveva organizzato una rete di aiuti logistici: abbazie, chiese. conventi, lieti di aiutare e sostenere la causa di Francesco II°. Questi luoghi accoglievano e curavano i feriti, in special...

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Il Brigante Chiavone (terza parte)

Per screditare Chiavone e le sue gesta sorsero molte dicerie, fra cui quella in cui si narrava che egli non marciasse alla testa dei suoi briganti, ma che restasse nelle retrovie aspettando la fine degli scontri per poi mostrarsi. Egli riceveva continui messaggi contenenti gli ordini del re e del comitato borbonico, che spesso non prendeva in considerazione perché si era montato la testa in un delirio di onnipotenza. Da combattente politico egli divenne pian piano un brigante sociale. Tutto gli era dovuto, compreso il denaro che ormai ammucchiava con ingordigia, proveniente dalla sovvenzioni...

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