Matilde di Borbone Due Sicilie contessa di Trani
Ludovica e Massimiliano in Wittelsback ebbero nove figli di cui cinque erano femmine. Matilde era la terza tra le cinque sorelle, chiamata dai familiari teneramente ed affettuosamente “Spatz”. Nata nel 1843, morì nel 1925 nello stesso anno della Regina Maria Sofia di Napoli, dopo una vita poco soddisfacente legata al matrimonio infelice con il fratellastro di Francesco II, Luigi Conte di Trani. Tuttavia fino alle nozze visse una giovinezza felicissima tra il palazzo della sua famiglia a Monaco in Ludwigstrabe, opera dell’architetto Leo von Vilenze, in stile Rinascimentale ed il castello di Possenhofen in campagna sul lago di Starnberg, nonostante la cattiva riuscita del matrimonio tra i genitori la Duchessa Ludovica e il Duca Max e le continue lamentele della madre rispetto alle nozze delle sue sorelle, decisamente più brillanti.
Matilde, pur vedendo e vivendo tutto ciò, trascorse con serenità assieme alle sue sorelle Elena, Elisabetta, Maria Sofia e Sofia Carlotta l’infanzia e la giovinezza. Le avventure del duca Max creavano in Ludovica, sorella del Re Massimiliano, enorme disagio, rabbia e malumore. Ciò nonostante, tutti i componenti giovani della famiglia ebbero una vita allegra e spensierata. Ebbero una educazione molto libera, scevra dai doveri legati all’etichetta del tempo. Le ragazze, poco istruite tranne nelle lingue straniere, inglese e francese, erano libere di trascorrere in piena libertà la loro giornata tra cavalcate, nuotate e remate sul lago di Starnberg, in prossimità della loro dimora, scalate su per i monti in condivisione di vita con gli animali domestici e selvatici. Elisabetta e Maria Sofia erano eccezionali cavallerizze e, per la gioia del padre, maneggiavano con sicurezza le armi e non temevano alcunchè. Le arti femminile erano da loro poco conosciute perché non interessanti. I loro precettori erano disperati per il loro scarso rendimento, nonostante le richieste di collaborazione da parte della madre alle figliuole. Certamente, il circo equestre privato messo su dal Duca Max era sicuramente più attraente dello studio. Considerata l’infelicità legata ai loro matrimoni, questa allegria giovanile le aiutò, attraverso i ricordi lieti, a sopportare le durezze della vita e ritrovare in Possi un rifugio accogliente e disponibile nelle loro avversità.
Elisabetta sposò Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria, appena sedicenne, connubio poco felice anche se partito, apparentemente, in modo positivo. Maria Sofia sposò Francesco II di Napoli, un matrimonio infelicissimo, che portò solo dolore e solitudine alla Regina in seguito alla perdita del Regno, perdita mai superata. Non è dunque comprensibile come la Duchessa Ludovica ed il marito accettassero per Matilde questa sistemazione matrimoniale, ovvero il legame con Luigi di Trani, fratellastro di Francesco II, avventuriero malfamato, giocatore incallito, grosso bevitore sempre alla ricerca di avventure con donne di malaffare. L’unico desiderio di Luigi sarebbe stato quello di sostituirsi, senza alcun merito, a Francesco, aiutato dalla madre Maria Teresa nell’ipotesi che il Regno fosse recuperato. Sin dalla prima notte di nozze Luigi preferì accompagnarsi con altre donne trascurare la moglie. L’intesa tra i coniugi era dunque impossibile. Matilde viaggiava continuamente da Roma, dove abitava accanto alla sorella Maria Sofia con la quale condivideva l’esilio e le poche distrazioni, spostandosi in varie località termali come Baden Baden in Germania e come la stessa Baviera, ma anche la Francia e la Svizzera. Visitava spesso parenti e amici e partecipava alle battute di caccia. Il Conte di Trani, suo marito, era stato nominato dall’Imperatore Francesco Giuseppe colonello del 13* Reggimento Ulani, ma solo come carica onorifica e aveva ricevuto inoltre la croce di Cavaliere dell’Ordine di Maria Teresa, ma non aveva alcuna carica effettiva a fini lavorativi. Luigi viveva dissipando il denaro della rendita a lui assegnata dalla anziana madre regina Maria Teresa. Il denaro non gli bastava mai e perciò era sempre alla ricerca di affari poco edificanti per un membro della famiglia reale. Matilda venne accusata di avere una lunga relazione d’amore con l’ambasciatore di Spagna, accreditato presso Francesco II, Cavalier Bermudez de Castro, Marchese di Lema, nello stesso periodo in cui la sorella Maria Sofia intrecciò la sua storia con il Conte Belga de Lavaiss, assegnato ad ambedue da Pio IX come accompagnatore durante le cavalcate che le due sorelle facevano insieme.
L’unica figlia che Matilde ebbe nacque il 15 gennaio 1867. Neppure la nascita della principessina, a cui venne imposto il nome della nonna paterna Maria Teresa, migliorò il rapporto tra i coniugi. Ognuno continuò la propria vita. Luigi non mutò il suo modo di vivere che continuò fino alla morte nel 1886. I Borbone parlarono di una lunga malattia. In realtà si trattò di un suicidio, forse provocato dai debiti e da una vita dissoluta priva di affetti. Matilda si curò sempre della propria figliola, la quale ebbe con lei una vita serena e felice ma purtroppo breve. Già da bambina venne colpita da una malattia al midollo spinale che, nonostante molte cure, la condusse a morte dopo una paralisi progressiva, lasciando disperato lo sposo, il Principe Guglielmo di Hohenzollern, e tre figli amatissimi il 1marzo 1909 a Cannes, dove stava trascorrendo un periodo di cure. Tra il 1886 ed il 1898 perse quasi tutti i suoi cari, comprese le sorelle ed i nipoti. Le rimaneva Maria Sofia, con la quale divise ancora una volta affetto e ricordi. Superarono la prima Guerra Mondiale con tutti i tormenti e i relativi problemi per ambedue. La vecchiaia avanzata le causò sordità, cattiva vista, difficoltà nella deambulazione, senza tuttavia spegnere in lei la voglia di viverre. Sopravvisse di qualche mese a Maria Sofia, morendo a ottant’anni il 18 giugno 1925. Venne sepolta nel cimitero di Monaco accanto alla sua dama di compagnia, Nelly von Schmidt.