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Maria Cristina Di Savoia In Borbone Due Sicilie

Della Prof.ssa Maria Ornella Cristalli (Presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie).

 

Maria Cristina di Savoia, prima moglie di Ferdinando ii° giunse a Napoli il 30 novembre 1832. Le trattative di questo matrimonio furono lunghissime. La madre della sposa era fortemente contraria al matrimonio, così come la Regina madre di Napoli la quale, nonostante le insistenze del figlio Ferdinando, avrebbe preferito una sua nipote spagnola. Morta la madre di Maria Cristina, il re piemontese Carlo Alberto di Savoia riuscì a convincere Maria Cristina la quale, in verità, avrebbe preferito farsi suora e che cedette solo alle insistenze del monarca, accettando le nozze con rassegnazione. All’arrivo della sposa a Napoli, una grossa folla corse ad ammirare la nuova regna da ogni parte del regno. Per onorare il matrimonio vennero accordate grazie ed elargizioni. Vennero donati abiti ai poveri e 2813 doti vennero erogate per ragazze nubili e povere. Vi furono feste ed illuminazioni per tre giorni interi, nei quali venne notata l’assenza della regina Maria Isabella, madre dello sposo. Uno dei primi impegni di Maria Cristina fu quello di rendere omaggio a San Gennaro, patrono della città, a cui la sposa donò un gioiello mirabile in smeraldi e brillanti. La vita tra la reggia di Torino e quella di Napoli era molto diversa, coì come le abitudini e lo stesso cibo. La giovane regina, tuttavia, si adattò con buon senso alle innovazioni introducendo però le sue abitudini di preghiera nella corte napoletana, ovvero due messe al giorno, alle quali prese parte lo stesso Ferdinando che insieme a lei prese a recitare il rosario giornaliero. La sposa introdusse a corte la modestia nel vestiario, cancellando o quasi le scollature allora in voga, facendo allungare le vesti e coprire le caviglie all’epoca scoperte. Corresse il linguaggio militaresco di Ferdinando con dolcezza, facendosi amare ed apprezzare per la sua modestia. Gentile e buona con tutti, divenne il simbolo della morigeratezza e della carità, tanto da essere amata da tutte le classi sociali, rispettando sempre il circostante. Il matrimonio proseguiva con serenità tra il re e lei senza litigi o screzi. Ella era sempre disponibile ed arrendevole verso Ferdinando. Unico neo di questo matrimonio con l’andar del tempo era la mancanza di una gravidanza. Le sue preghiere erano infinite, così come le calunnie sull’impotenza del re e una presunta malattia di lei. La regina era oltremodo interessata alle attività economiche del regno. Torre del Greco ed i suoi artigiani del corallo e dei cammei attirarono la sua curiosità ed interesse. Tutto questo nella lontana Torino non esisteva. I colori della sua nuova città la attraevano sempre più. Tutto intorno a lei era colore, tanto da riuscire a cancellare qualche suo rimpianto per la vita precedente. Il villaggio di San Leucio, nel quale si producevano sete meravigliose, la colpì vivamente, tanto da investire denaro personale per l’acquisto di nuovi telai per una maggior produzione di merletti e sete. Nel 1833 vennero processati alcuni elementi che avevano attentato al re, grazie e Dio senza successo. Senza l’intervento di Maria Cristina sarebbero stati condannati a morte, ma grazie a lei la pena venne commutata in deportazione verso lontane isole. Era per Ferdinando un raggio di sole a cui mancava solo un erede. Nel 1834 i reali fecero un lungo viaggio. Giunsero anche a Roma, ove furono accolti con grande cordialità da Papa Gregorio XVI°. Maria Cristina assistette alla cerimonia del lavaggio dei piedi del giovedì santo e nel giorno d Pasqua ricevette la comunione dal Papa in persona. Riscosse un grande successo presso le famiglie nobiliari dell’epoca, dove ricevette molti inviti che ricambiò con un ricevimento a Palazzo Farnese. Successivamente si recò a Palermo con il re, ove si recò a visitare la Cattedrale di Santa Rosalia, ove si recò a baciare l’urna con le reliquie della santa. I siciliani l’accolsero con grande affetto. Questo viaggio durò due mesi. Al rientro a Napoli purtroppo una eruzione del Vesuvio distrusse i vicini comuni di Terzigno e di San Giuseppe Vesuviano. Ma finalmente, dopo questa disgrazia li raggiunse una notizia attesa da molto tempo: Maria Cristina aspettava un erede. Ma non era un buon periodo perché, proprio in quel tempo, scoppiò a Torino il colera. Tutto questo non rese la regina serena, nonostante l’immensa gioia. Pregava sempre più, augurandosi di avere un bimbo sano. La regina però si era convinta che, alla nascita di questa creatura, lei avrebbe perso la vita. Erano questi i tristi pensieri che la rincorrevano. Francesco II° nacque la mattina del 16 gennaio 1836 nel Palazzo Reale di Napoli. La gioia fu grande per Maria Cristina e Ferdinando. La città fu in festa per tre giorni, ma una febbre puerperale colpì la giovane donna. Non ci fu nulla da fare e la regina entrò presto in agonia, lasciando in Ferdinando e nella corte un immenso vuoto.